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  13 ottobre 2018

U2, dall'innocenza all'esperienza in due ore

Continua lo spettacolo delle superstar irlandesi nella seconda data di quattro al Forum di Assago

Il fuoco sacro della musica gli U2 se lo portano ancora dietro dopo mille passi, dopo quasi quarant'anni di carriera e una fama che va ben oltre il fatto di essere - come si sono definiti loro stessi dal palco - 'la più grand rock band di Dublino Nord' ma una delle poche, vere, band globali rimaste sulla faccia della terra, nonostante gli alti e bassi del caso. Per la seconda di quattro date milanesi dell 'eXPERIENCE + INNOCENCE TOUR (si replica il 15 e il 16 ottobre) una setlist che poco si discosta dall'esordio della sera precedente ma che introduce per la prima volta dal vivo 'Landlady' proprio da "Songs Of Experience" e 'All Because Of You' al posto di 'Gloria', nonostante proprio ieri cadesse l'anniversario dell'album "October" che con quest'ultima si apre. Lo stage è, come sempre, una macchina perfetta e impressionante con una passerella mobile totalmente coperta da schermi in trasparenza che solca le onde del parterre del Forum di Assago, ponte tra i due palchi alle estremità, in una configurazione totalmente a 360° dell'area. I quattro 'ragazzi' irlandesi nel loro parco giochi hi-tech non si risparmiano e viaggiano nella macchina del tempo unendo in un percorso unico le tappe della loro innocenza e della loro esperienza, la foga giovanile da sangue trifoglio che li ha portati a diventare uomini adulti, interpreti dello scacchiere mondiale su piani che travalicano la musica. Dall'alter ego demoniaco di Bono, MacPhisto riprodotto attraverso la realtà aumentata, che dopo venticinque anni ritorna in queste lande che tanto ama dichiarando la tristezza per la mancanza del suo vecchio amico Benito, ai riflettori puntati sul tema migranti in 'Summer Of Love' e ancora l'appello all' indipendenza femminile e all' unità europea con la bandiera dalle 12 stelle spiegata su 'New Year's Day', l'impegno socio-politico di Bono è sempre presente e ben evidente. La musica, che poi è la cosa più importante, è una garanzia: intensa, dal vivo più che rotonda e rumorosa quando necessario e pazienza se qualche tonalità è stata rivista e corretta per gli anni che avanzano perché è fisiologico e no, Bono non ha dimenticato quel fuoco. Il pubblico è pieno zeppo di aficionados - alcuni fortunati in fila da molte ore sono stati anche raggiunti durante l'attesa dallo stesso frontman che incontra indistintamente la sua gente, il Papa e i capi di Governo - è di quelli che sa bene dove si trova, si sente parte di una comunità, di una famiglia pur essendo nell'orbita di una band enorme. Che poi il vero segreto degli U2 è forse proprio questo: riuscire ad essere una delle più grandi rock band della storia -  dato oggettivo indipendentemente dai gusti - pur mantenendo quell'approccio familiare, quel sentirsi 'latini' come gli piace anche ricordare dal palco e, a quasi sessant'anni di esperienza sulla Terra, gli stessi amici cresciuti nei sobborghi della capitale irlandese.

U2, dall'innocenza all'esperienza in due ore