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  27 aprile 2017

Ian Anderson: "Vi racconto I Jethro Tull. E Jimi Hendrix"

Nostra intervista al leader della leggendaria band prog-rock. A giugno in Italia

La storia dei Jethro Tull comincia con un uomo che sbarca il lunario facendo le pulizie in cinema di Londra. Ha pochi soldi in tasca, gira con un impermeabile che lo fa somigliare al personaggio del suo "Aqualung". È il 1967: qualche mese dopo la band ottiene un ingaggio al Marquee. Lui smette di insistere sulla chitarra: "C'erano mostri come Eric Clapton in giro", dice Ian Anderson. Così vende l'unica cosa preziosa che ha, "una Fender di seconda mano già appartenuta a Lemmy Kilmister, che a quel tempo era roadie di Jimi Hendrix e sarebbe poi diventato il cantante dei Motörhead. Al negozio di strumenti la barattai con un flauto traverso, che valeva mille volte meno. Cominciai a prendere confidenza con il mio nuovo ruolo da frontman, ma sul flauto ero un autodidatta". A quel punto lo salva sua figlia, la piccola Gael: "Non sai suonarlo, ti faccio vedere io come mettere le dita sui buchi", gli dice. Anderson accettò la lezione: "Gael prese il suo libro degli esercizi di musica della scuola. E mi corresse". 65 milioni di dischi e cinquant'anni dopo, Ian Anderson e i Jethro Tull (nessuno, tranne il leader, è del nucleo originario) sono alle prese con un tour che a giugno passerà per l'Italia: il 22 a Pescara, il 23 a Roma, il 24 a Sogliano al Rubicone e il 26 a Brescia. La prima volta nel nostro Paese fu nel '71. "Stavamo lavorando ad 'Aqualung'. Quella tournée fu presa in ostaggio dai movimenti comunisti. A quel tempo tanti giovani avevano una visione naïf del comunismo, lo vivevano come una moda. E a me non è mai piaciuto che mi si costringa a suonare sotto una bandiera, non importa se la falce e martello o le stelle e strisce. Nel 2008 Anderson fu nominato Baronetto: "L'onorificenza mi fu consegnata dal Principe Carlo: mi chiese che fine avesse fatto la mia barba. Parlammo del mio allevamento di salmoni. Ma quando mi era arrivata la lettera in cui mi proponevano il titolo di Sir, avevo passato tre ore d'inferno prima di rispondere. Dovevo accettare? Alla fine capii che sarebbe stato scortese rifiutare".


Ian Anderson 2 (Jethro Tull)

Nel '69 i Jethro Tull rinunciarono a Woodstock, ma l'anno dopo erano a Wight. "Al tempo di Woodstock eravamo insieme da troppo poco tempo. Non eravamo pronti: ci avrebbero bollato nei secoli solo come una delle band del Festival. Preferimmo andare in tour come supporto dei Led Zeppelin: i migliori, l'archetipo della band rock. Neppure icone come i Rolling Stones possono aspirare alla loro grandezza". A Wight videro per l'ultima volta Hendrix. "Morì poco dopo. Jimi era stato gentile con noi quando tre anni prima ci aveva consigliati a un promoter tedesco. Ci aprì le porte dell'Europa, suonammo con lui in un paio di concerti". A marzo è uscito un album di classici dei Jethro rivisitati con un quartetto d'archi, ed è in vista il box set celebrativo di "Songs from the Wood". Quanto a un disco di inediti, Anderson rivela: "Abbiamo già sette canzoni. Ma l'anno prossimo lo avrete".


Jethro Tull - Aqualung (Rockpop In Concert 10.7.1982)

Music video by Jethro Tull performing Aqualung (Rockpop In Concert 10.7.1982). 2016 ZDF Entertainment GmbH © ZDFE under exclusive license to Aviator-Management GmbH & Co KG http://vevo.ly/CnXovF