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  12 giugno 2020

Tutti in una bolla di plastica per il live dei Flaming Lips da Colbert

Ospiti da Colbert i Flaming Lips hanno portato al livello 2.0 un classico dei loro live, la bolla trasparente di plastica, usandola per tutti i presenti

Dai Flaming Lips un'idea per il futuro della musica live?

Mentre la questione concerti e COVID-19 è sempre attiva, tra show annullati, polemiche sui voucher e ragionamenti su come far ripartire le attività live in sicurezza, i Flaming Lips hanno iniziato a fare le prove generali per adattare alla pandemia un classico dei loro show dal vivo dando forse un'idea di come potrebbe essere in futuro andare ad un concerto.

C'era chi ha ipotizzato una sorta di tuta spaziale per poter frequentare gli eventi live e i locali al massimo della sicurezza ma senza minimizzare il contatto, l'episodio dei Flaming Lips, forse, potrebbe dar vita ad altro.


The Flaming Lips nella bolla da Colbert

I Flaming Lips si sono infatti esibiti mercoledì sera per il Late Show with Stephen Colbert, con Fallon e Kimmel il principale late night show americano, e per l'occasione hanno deciso di portare ad uno step successivo un elemento che spesso è stato protagonista dei loro live, ovvero l'utilizzo di grandi bolle trasparenti di plastica.

La sempre folle band americana ha suonato 'Race For The Prize', classico estratto da "The Soft Bulletin", album del 1999 considerato tra i migliori della loro vasta discografia.

Prendendo spunto da un numero spesso sfoggiato durante i concerti dal frontman Wayne Coyne che molte volte ha cantato all'interno di una gigantesca bolla di plastica rotolando sul pubblico, i Flaming Lips hanno deciso di obbedire in maniera più che ligia alle regole sanitarie imposte dalla pandemia inserendo in una bolla tutti i presenti in sala e non il solo cantante.

Tutti i presenti, sia i musicisti della band sul palco - loro indossavano anche mascherine e guanti - che ogni singolo individuo in platea è stato inglobato nella bolla trasparente, limitazione che non ha certamente rovinato la performance rendendola, anzi, memorabile e all'altezza dello standard di innovazione e unicità che la band di Oklahoma City ha sempre cercato di raggiungere e superare.




I progetti dei Flaming Lips

I Flaming Lips pubblicheranno in estate l'album "American Head", successore di "King's Mouth" uscito nel 2019.

Recentemente i Flaming Lips sono stati impegnati in diversi progetti collaborativi e sono tornati con un brano dal titolo 'Flowers Of Neptune 6' in collaborazione con la pluripremiata cantautrice country Kacey Musgraves che a contatto con Coyne e soci ha subito un trattamento acido e psichedelico come accade sempre a tutto ciò che entra in contatto con i Flaming Lips.

A marzo i Flaming Lips hanno anche unito i superpoteri con il duo rock californiano delle Deap Vally dando vita ai Dead Lips. In compagnia delle due Deap Vally Lindsey Troy e Julie Edwards, i Flaming Lips hanno pubblicato l'album "Dead Lips" trainato dal singolo 'The Pusher'.

Non è certo la prima volta che i Flaming Lips decidono di dedicarsi a progetti collaborativi, spesso particolari. Nel 2009, ad esempio, hanno pubblicato "The Flaming Lips and Stardeath and White Dwarfs with Henry Rollins and Peaches Doing The Dark Side of the Moon" che è esattamente ciò che c'è scritto nel titolo, ovvero una reinterpretazione dell'album capolavoro dei Pink Floyd "The Dark Side Of The Moon" con la collaborazione degli Stardeath and White Dwarfs, Peaches ed il cantante dei Black Flag Henry Rollins. Nel 2012 e nel 2014, poi,'The Flaming Lips and Heady Fwends' e 'With a Little Help From My Fwends' , i primi due capitoli della serie di album collaborativi 'Fwends' con il secondo che è un intero tributo a "Sgt. Pepper" dei Beatles. contenente la ormai celebre partnership fatta con Miley Cyrus che si estesa poi anche ad altri progetti.


Tutti in una bolla di plastica per il live dei Flaming Lips da Colbert